XVII EDIZIONE DEL PREMIO DOMENICO REA
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di Francesco Vigilante Rivieccio

Maria Rosaria Pugliese intervistata al Premio D. Rea

 

Sabato 8 ottobre 2011 si è svolta ad Ischia, presentata da Lorenza Licenziati nelle belle sale del Grand Hotel Re Ferdinando, la giornata finale della XVII edizione del premio Domenico Rea, organizzato da Davide d’Ambra, grande amico dell’autore di “Ninfa Plebea”.

 

Tra i numerosi eventi che hanno scandito la giornata, ricordiamo la scelta del vincitore della sezione narrativa - Marcello Fasolino con il romanzo “Napoli ultima chiamata” -, l’attribuzione del premio per la saggistica a Giordano Bruno Guerri, autore de “Gli Italiani sotto la Chiesa - da San Pietro a Berlusconi” (ed. Bompiani), e infine l’attribuzione di un premio speciale al bravissimo musicista Salvatore Morra, virtuoso suonatore di chitarra e ūd(°).

 

Ma ciò che mi ha particolarmente emozionato sono stati due eventi: l’attribuzione del premio alla carriera a Giacomo Furia e la partecipazione tra i cinque finalisti per la narrativa di una cara amica e socia di Napolinternos, Maria Rosaria Pugliese, con il suo bel romanzo “Pazienti Smarriti” (Robin edizioni), classificatosi al terzo posto.

Salvatore Morra

Il meritatissimo premio alla carriera a Giacomo Furia è stato motivo di grande commozione. Il grande attore, che esordì nel lontano 1945 a teatro con Eduardo De Filippo, è stato l'indimenticabile interprete di numerosissimi film ed anche di sceneggiati televisivi: ricordiamo per tutti il personaggio dell’ingenuo marito della bella pizzaiola Sophia Loren nell’episodio “Pizze a credito” del film “L’oro di Napoli” di Vittorio De Sica (1954) e quello del pittore ne “La banda degli onesti” (Camillo Mastrocinque, 1956) con Totò e Peppino De Filippo. Giacomo Furia è oggi un lucido e sempre simpaticissimo ottantaseienne.

 

L'inclusione di Maria Rosaria Pugliese nella rosa dei cinque finalisti del prestigioso premio, già di per se un grande successo (ricordiamo per tutti, tra i vincitori delle passate edizioni, Enzo Biagi), è per me anche motivo di orgoglio per la grande amicizia che mi lega alla scrittrice. Ma, soprattutto, ritengo che il suo romanzo (una storia fortemente autobiografica, dal tema delicato e straziante trattato con rara perizia) abbia buone gambe per raggiungere altri importanti traguardi.

Giacomo Furia e Sofia Loren 

Voglio infine ricordare la gara, il cui scopo è stato quello di invogliare i giovani alla lettura, svoltasi tra un folto gruppo di studenti delle scuole superiori dell’Isola d’Ischia, condotti da alcuni bravi insegnanti, come la prof. Olimpia De Angelis dell’Istituto Tecnico “E. Mattei” di Casamicciola.

 

(°) strumento a corde della tradizione araba, il cui nome deriva da “al-ud” (legno).

Giacomo Furia con Rosa e Franco di Napolinternos