IL REAL MONTE MANSO DI SCALA - di E. Donadoni

LA NAPOLI NASCOSTA


“Il Manso overo de l’amicizia – Vita e cultura di un gentiluomo della Napoli spagnola”: è il titolo del convegno “itinerante” che si terrà nei giorni di venerdì 10 e sabato 11 novembre prossimi per chiarire ed approfondire i molteplici aspetti della vita di Giovan Battista Manso a quattrocentocinquant’anni dalla sua nascita. Organizzato in collaborazione tra il Real Monte Manso di Scala, il Pio Monte della Misericordia e l’università Orientale di Napoli, il convegno si inaugurerà venerdì alle ore 16,00 a Palazzo Du Mesnil presso la sede dell’Università Orientale in Via Chiatamone n.61, per proseguire poi sabato mattina presso il Pio Monte della Misericordia e concludersi infine nel pomeriggio presso la sede stessa del Monte Manso in via Nilo n.34. Dopo i saluti del Governatore Decano del Manso Riccardo d’Andria di Montelungo, nelle varie sessioni interverranno illustri docenti delle più prestigiose università italiane ed europee, dalla Sorbona di Parigi all’Università di Saragozza, dalla Sapienza di Roma alle università campane Federico II, Luigi Vanvitelli, Orientale e Suor Orsola Benincasa, e, ancora, delle Università del Salento, della Tuscia, di Bari, di Chichester.
Forse, però, è il caso di illustrare, a chi non lo sapesse, la figura di Giovan Battista Manso di Scala.

Il Manso (1567/1645), Patrizio di Amalfi e Marchese di Villa, non solo è un valoroso combattente (battaglia di Otranto), ma anche un gentiluomo colto e raffinato della Napoli seicentesca, poeta e scrittore, amico e mecenate di Giovan Battista Marino, di Giuseppe Battista e di Torquato Tasso che, spesso suo ospite nella casa di campagna di Napoli (oggi Piazza Amedeo), gli dedica nel 1592 uno dei suoi migliori dialoghi, “Il Manso overo de l’Amicizia”.
Morti prematuramente tutti i suoi figli, si dedica ad opere di assistenza e beneficenza. Tra le tante, nel 1602 fonda, con altri sei gentiluomini napoletani (Cesare Sersale, Giovanni Andrea Gambacorta, Astorzio Agnese, Girolamo Lagni, Giovan Battista d’Alessandro, Giovan Vincenzo Piscicelli), il Pio Monte della Misericordia.
Dopo qualche anno, nel 1608, dà vita al Real Monte Manso di Scala, dotandolo inizialmente di un palazzo alla via S. Lorenzo e di un capitale di 50.000 ducati, per perpetuare il ricordo della sua famiglia con il fine di far studiare ed educare i giovani delle famiglie nobili privi di mezzi.
Nel 1611 fonda poi “l’Accademia degli Oziosi”.
ll 24 dicembre 1645 muore in Napoli e viene sepolto nella sua Cappella Gentilizia in San Lorenzo Maggiore, lasciando il Monte Manso erede del suo patrimonio.
Ancora oggi, dopo quattro secoli, l’Ente è ancora in piena attività, assegna borse di studio ed organizza concerti ed altre attività benefiche e culturali.

A tal proposito, suggerisco di leggere il libro “I Cattaneo della Volta” di Elena Chiavari e Andrea Lercari, un interessante volume sulla storia di una millenaria famiglia sia genovese che napoletana.

Eugenio Donadoni

 

Il fondatore Giovan Battista Manso di Scala