GNOMONICA NAPOLETANA - di Paola Morgese

Gnomonica napoletana ovvero orologi solari e meridiane a Napoli, per citare il titolo di un libro molto interessante dell’ingegnere Antonio Coppola.

Il tempo cronologico assoluto, in cui viviamo oggi, ha solo di recente sostituito un tempo relativo millenario fatto di obelischi, di linee, di luci e di ombre.

Questi manufatti, più o meno antichi, sono ancora sotto i nostri occhi o sotto i nostri piedi, ma ce ne sono anche di nuovi. Molti sono ignorati o dimenticati. Andiamo alla loro scoperta.

Ci sono ad esempio le meridiane a camera oscura del Museo Archeologico Nazionale e della Certosa di San Martino. E c’è la meridiana a obelisco della Villa Comunale.

Tra gli orologi solari con quadrante verticale a parete, possiamo ad esempio ricordarne alcuni tra i più noti.
L’Istituto Tecnico per Geometri Giovan Battista Della Porta, a Via Foria, ne ha due, uno con quadrante a tempo europeo ed uno con quadrante a tempo italiano. La Chiesa dei Girolamini, nell’omonima piazza, ne ha uno con quadrante a tempo europeo, che serviva per regolare l’altro orologio di tipo meccanico collegato con le campane da suonare. Anche la Chiesa di Santa Maria delle Grazie fuori Porta Medina, in piazza Montesanto, ne ha uno con quadrante a tempo europeo, con il quale veniva regolato l’altro di tipo meccanico per suonare le campane. La Certosa di San Martino, nell’omonimo piazzale, ha un orologio solare verticale in un cortile interno, usato per regolare il vicino orologio meccanico collegato con le campane. Ma la Certosa custodisce anche uno splendido compatto orologio solare multiplo, con otto quadranti solari, scolpito in un unico blocco di marmo e posto sul muretto di un terrazzo. Una meravigliosa piccola scultura multifunzione.

Per vedere e per ripassare, in generale, come funzionano e cosa indicano questi gnomoni, possiamo fare riferimento ad un orologio solare tra i più recenti, cioè quello di Piazzale Tecchio a Fuorigrotta. Quante volte ci sarete passati sopra, andando verso la biglietteria della Mostra d’Oltremare, senza accorgervene. Il suo progetto è un regalo del professor Edgardo Filippone, già presidente dell’UAN (Unione Astrofili Napoletani), alla città di Napoli.

Purtroppo è stato poi costruito male e quindi non funziona. Lo gnomone è inglobato nella cosiddetta Torre della Vita e del Tempo ed è del tipo ad ortostilo, cioè ortogonale al piano del quadrante. L’ora è indicata dall’ombra della punta dello gnomone.

Il quadrante di questo orologio coincide con la pavimentazione del piazzale. Sotto i vostri piedi sono riportate la curva del solstizio d’estate, più vicina alla torre, e quella del solstizio d’inverno, più verso Via Claudio. Rappresentano rispettivamente la curva descritta dall’ombra della punta dello stilo nel giorno del solstizio d’estate ed in quello del solstizio d’inverno. Lo spazio utile dell’orologio è compreso tra queste due curve. Tra di loro è visibile anche la linea retta equinoziale, che indica la posizione dell’ombra agli equinozi di primavera e di autunno.

Le linee orarie radiali partono dal centro dell’orologio, che si trova verso viale Kennedy rispetto alla torre, e sono poste ad una distanza di quindici gradi l’una dall’altra. Le ore del giorno sono segnate con dei dischi in pietra alla loro intersezione con la linea retta equinoziale, in valore crescente da Ovest verso Est, ma non sono leggibili, poiché non sono mai state scritte sui dischi.


Sono esatte solo le linee orarie dalle 13 alle 14. Sono sbagliate quelle dalle 9 alle 12. La curva del solstizio d’inverno e la linea retta equinoziale sono discontinue. È sbagliata di circa sei gradi l’inclinazione della meridiana, corrispondente alla linea oraria delle dodici, che è stata pure deturpata con il posizionamento, proprio sopra di essa, di dissuasori per auto.

Essendo anche un obelisco, questo orologio funziona anche da meridiana. Ogni giorno un obelisco, a mezzogiorno solare in punto, appoggia la sua ombra sulla linea meridiana. Un’ombra più corta in estate, quando il sole è più alto in cielo. Un’ombra più lunga in inverno, quando il sole è più basso. La linea meridiana è orientata in direzione Nord-Sud, e quindi indica indirettamente anche Est ed Ovest. In pratica è una bussola locale.

Sulla pavimentazione, lungo la linea meridiana, è visibile una curva a forma di otto allungato. Si chiama analemma o lemniscata. Riporta la differenza in più o in meno, chiamata equazione del tempo, tra il tempo vero solare ed il tempo medio indicato dai nostri orologi. I dischi in pietra sulla lemniscata segnano l’inizio di ciascun mese dell’anno.

La prossima volta che passate da piazzale Tecchio, ricordatevi che state camminando sul quadrante di uno gnomone.

Alcuni orologi solari ed alcune meridiane indicano anche l’ingresso del sole nelle dodici costellazioni dello zodiaco. Un quadrante solare, quindi, può essere contemporaneamente orologio, calendario astronomico ed astrologico, bussola e strumento di misura. Una meridiana consente infatti di calcolare anche l’altezza del sole e la latitudine locali.

È venuta anche a voi voglia di andarli a vedere?

Paola Morgese, PMP
Ingegnere civile idraulico
Specialista in ingegneria sanitaria ed ambientale

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http://progettisostenibili.wordpress.com/


Bibliografia
Antonio Coppola, Orologi solari e meridiane a Napoli, Arte Tipografica Editrice, Napoli, 2002
Edgardo Filippone e Armando Lencioni, Il grande orologio solare di Piazzale Tecchio, articolo senza data della Sezione Gnomonica dell’UAN (Unione Astrofili Napoletani)

Per leggere un intervento della stessa autrice sul progetto per Coroglio di Lamont Young (fine Ottocento), fai clic qui.