BEATIFICAZIONE DI MARIA CRISTINA DI SAVOIA

di Eugenio Donadoni

[l'articolo è stato redatto in occasione della beatificazione della Regina Maria Cristina, che ha avuto luogo sabato 25 gennaio 2014]


Il Principe Carlo di Borbone con un ritratto della Regina Maria CristinaBorbone e Savoia: due grandi dinastie reali spesso contrapposte, ma comunque legate da stretti vincoli di parentela; un esempio per tutti: i bisnonni di Maria Cristina di Savoia, Filippo V di Spagna ed Elisabetta Farnese,  erano anche i trisavoli del marito Ferdinando II di Borbone re di Napoli. Gli attuali discendenti della due Famiglie si sono incontrati sabato mattina  in Santa Chiara, dove riposano le spoglie di Maria Cristina, per la conclusione del suo processo di beatificazione.
Il solenne pontificale sarà presieduto dall’Arcivescovo di Napoli il Cardinale Crescenzio Sepe e concelebrato da S.E. il Cardinale Antonio Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, e da S.E. il cardinale Renato Raffaele Martino, Gran Priore del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e con la partecipazione di un gran numero di vescovi ed alti prelati.
Saranno presenti circa mille invitati; ospiti d’onore il Duca e la Duchessa di Castro, Carlo e Camilla di Borbone delle Due Sicilie, la Principessa Maria Gabriella di Savoia, S.A.R. Ana de Orleans y Orleans Braganza, il Duca di Noto Don Pedro di Borbone, nonché altri membri della Real Casa di Borbone.
Il processo di beatificazione di Maria Cristina viene cominciato nel 1852, proprio per volontà del marito Ferdinando II, da Sisto Riario Sforza, Cardinale Arcivescovo di Napoli; nel 1859 viene poi introdotta ufficialmente la causa di beatificazione da Pio IX, con l’attribuzione del titolo di Venerabile, e nel 1937 Pio XI riconosce l’eroicità delle virtù della Serva di Dio; con la guerra e la successiva istituzione della Repubblica la causa subisce una sosta, riprendendo poi negli anni ’80, grazie anche al reperimento di documentazione attestante un miracolo avvenuto nel 1866 ed attribuito all’intercessione della Venerabile.
Meno conosciuta forse delle altre regine di Napoli Maria Carolina e Maria Sofia, famose entrambe per le loro attività “politiche”, Maria Cristina viene ricordata, invece, proprio per la “normalità” della sua vita quotidiana, improntata all’esercizio della pietà cristiana e della carità verso i poveri.
Maria Cristina Carlotta Giuseppa Gaetana Efisia di Savoia nasce a Cagliari il 14 novembre del 1812 da Vittorio Emanuele I di Savoia e Maria Teresa d’Asburgo - Este nel periodo in cui Torino era occupata dalle truppe francesi (dopo di lei i titoli relativi al Regno di Sardegna e al ducato di Piemonte passano ai Savoia Carignano).
La Principessa trascorre la sua infanzia tra Torino, Moncalieri, Lucca, Genova, dove nel 1832 muore la madre Maria Teresa, e di nuovo Torino, fino a quando, per volere soprattutto del re Carlo Alberto, il 21 novembre del 1832, nel Santuario di Nostra Signora dell’Acquasanta presso Veltri (Genova), sposa Ferdinando II, per partire poi alla volta del Regno delle Due Sicilie.
E proprio a Napoli Maria Cristina viene acclamata dal popolo come “Reginella Santa”, grazie al suo stile di vita e alla fama che l’aveva già preceduta: con il marito si reca spesso la sera, in incognito, a pregare nella chiesa del Gesù Vecchio, anche intrattenendosi con il rettore don Placido Baccher de Gasaro (anch’egli Servo di Dio e di cui è pure in corso la causa di beatificazione), attinge alle sue personali risorse per aiutare i più bisognosi, cerca di appianare i contrasti tra il marito e la sua famiglia e, ancora, intercede spesso per i condannati a morte chiedendone <<la grazia>>. Ma non solo: dà anche un forte impulso alle attività economiche, in particolare alle seterie di San Leucio, fondate nel 1789 da Ferdinando I e successivamente trascurate; per queste, fa incrementare la coltivazione degli alberi di gelso per l’allevamento dei bozzoli e fa ristrutturare ed ampliare le fabbriche, fino ad organizzare la distribuzione e la vendita dei prodotti, facendosi anche confezionare gli abiti con le loro sete.
Muore infine a Napoli il 31 gennaio 1836,  nemmeno ventiquattrenne, a causa di una setticemia sopraggiunta dopo aver partorito il figlio, futuro Francesco II, e aver dato quindi al Regno il suo erede.

 

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