IL PIO MONTE DELLA MISERICORDIA - di Eugenio Donadoni

Le Sette Opere di Misericordia di CaravaggioQuattrocento anni, ma non li dimostra: è questa la realtà del “Il Pio Monte della Misericordia di Napoli”, ente fondato nei primi anni del 1600 da sette giovani napoletani, quasi tutti cadetti di nobili famiglie, i cui nomi erano Cesare Sersale, Giovanni Andrea Gambacorta, Giovan Vincenzo Piscicelli, Girolamo Lagni, Astorgio Agnese, Giovan Battista D’Alessandro e Giovan Battista Manso  con il solo scopo di svolgere le sette opere di carità e assistenza.

Attuale sovrintendente è l’ing. Gian Paolo Leonetti dei conti di Santojanni, che coordina gli attuali governatori eletti tra gli stessi associati che, ancora oggi, sono solo di nobili famiglie di origine napoletana; tra quelli più illustri, anche i defunti Duchi di Castro, Ferdinando Maria e Chantal di Borbone delle due Sicilie, eredi al trono dei Re di Napoli e, solo da pochi giorni, anche gli attuali Duchi di Castro Carlo e Camilla di Borbone delle due Sicilie che sono stati associati, con voto unanime di tutti i partecipanti, nell’assemblea del 9 giugno 2012.
Nei secoli l’Ente ha mantenuto inalterate le sue caratteristiche e, quasi con le stesse regole di allora, persegue le sue finalità senza mai tradire gli statuti iniziali, mantenendosi non solo al passo con i tempi, ma anche proiettato nel futuro con progetti decisamente innovativi e moderni. Ne viene fuori un’istituzione efficiente e ben gestita che, pur praticando “le sette opere di misericordia” in senso lato, grazie al suo “Governo” laico è sempre stata indipendente sia dal potere ecclesiastico che da quello politico. Gli antichi ma lungimiranti statuti hanno consentito un’ottimale gestione dell’ingente patrimonio immobiliare accumulatosi nel corso dei secoli, grazie a generose donazioni finalizzate alla beneficenza ed all’assistenza ai più bisognosi ed alle esigenze della cittadinanza, anche se in continua evoluzione.
Oggi il Pio Monte sovvenziona, con le sue rendite, una serie di iniziative sostenendo onlus, asili nido e case-famiglia, oltre che associazioni rivolte a ragazzi diversamente abili ed ex tossicodipendenti. Molti dei beni immobiliari del Pio Monte vengono dati in comodato d’uso per fini benefici, come quello del palazzo in via Santa Maria degli Angeli alle Croci, affidato gratuitamente alla Curia per dare vita alla casa di accoglienza per ragazze madri chiamata “Casa di Tonia”.
Da sempre il “Pio Monte” ha sede in un palazzo seicentesco nell’antico centro storico, in via dei Tribunali, di fronte alla guglia di San Gennaro in Piazzetta Riario Sforza, quasi nascosto nella sua elegante facciata con atrio in marmo e piperno, un luogo che coniuga attività filantropiche e cultura, una vera e propria “insula” costituita da più fabbricati e da una chiesa, a pianta centrale, costruita su di una più antica, a partire dal 1658, dal Regio Architetto Francesco Antonio Picchiatti. Sull’altare maggiore della chiesa è collocato uno dei dipinti più celebrati del Seicento: le “Opere di Misericordia” nota anche come “Le Sette opere della Misericordia” di Michelangelo Merisi detto Caravaggio (1607). Vero capolavoro del turbolento pittore, realizzato dopo la fuga da Roma per sfuggire alla condanna per omicidio, raffigura con grande realismo, in un intreccio di personaggi presi dalla strada, le attività di beneficenza dell’Ente ispirate alle Opere di Misericordia corporale. Di gran pregio anche le opere di Battistello Caracciolo, Luca Giordano, Fabrizio Santafede, Giovan Vincenzo Forlì e Giovan Bernardo Azzolino, che si possono ammirare nelle cappelle laterali, che pure illustrano le Opere della Misericordia esercitate fin dai primi anni d’attività.
Pio Monte della Misericordia, tavolo di riunione dei GovernatoriDopo la visita alla splendida Chiesa, è possibile passare all'appartamento storico al primo piano, sapientemente restaurato e di grande fascino proprio perchè caratterizzato da ambienti visitabili come un vero e proprio museo, ma allo stesso tempo utilizzati dagli Associati per la normale attività dell’Ente.
Il percorso si apre con il grande Salone per le Assemblee con i De Mura e i maestosi ritratti equestri della famiglia dei principi Tocco di Montemiletto e prosegue con le varie Anticamere, dove si possono ammirare il celebre Autoritratto di Luca Giordano, il Sant’Antonio Abate di Ribera, la Pietà di Andrea Vaccaro nonché l’antico ed originale tavolo di riunione a sette lati. Si accede poi allo Studio dei Governatori ed alla Sala del Governo Vecchio dedicata ai bozzetti di Francesco de Mura, allo Studio del Soprintendente con i caravaggeschi e alla Sala del Coretto, con un ‘palco’ riservato per la preghiera che permette di affacciarsi direttamente in Chiesa godendo di una spettacolare e privilegiata vista dall’alto dell’Altare Maggiore; infine, vi è la Sala di Governo, cuore del Pio Monte, in cui, circondati dalle tele di Mattia Preti, i Governatori in carica si riuniscono attorno al grande tavolo ogni venerdì per decidere delle attività da svolgersi. Sono anche visitabili le sale della Quadreria, ricche di dipinti di diverse scuole dal XVI al XIX secolo, di sculture, di arti applicate e di preziosi arredi sacri. In queste sale si può ammirare la più grande raccolta delle opere di Francesco De Mura, il maggiore pittore attivo a Napoli nella seconda metà del ‘700, che, privo di eredi, lasciò al Pio Monte, tutti i suoi dipinti, tra cui molti bozzetti, come quelli preparatori per gli affreschi della chiesa della Nunziatella e quelli per la Sala del Corpo Diplomatico di Palazzo Reale di Napoli che raffigurano scene religiose, mitologiche e allegoriche in pieno gusto festosamente rococò, con un linguaggio elegante e aristocratico.
Nel percorso della Quadreria si incontra, inoltre, un ricco patrimonio d’arte in oggetti sacri, argenti e paramenti, testimonianza di importanti ed antiche Confraternite napoletane, come la Augustissima Confraternita dei Bianchi dello Spirito Santo, la Real Compagnia ed Arciconfraternita dei Nobili Spagnoli, la Sacra Fondazione della Scorziata.

L’Ente custodisce anche un importante Archivio storico, consultabile dagli studiosi, composto da circa 26.000 unità archivistiche databili fra il XIII ed il XX secolo, documenti relativi alla sua fondazione, gestione ed attività, oltre a diversi patrimoni archivistici di privati. Recentemente, il patrimonio librario ed archivistico si è notevolmente incrementato sia con l’archivio dei principi d’Aquino di Caramanico, ricco di numerose edizioni di raro pregio, di documenti e pergamene dal XIV secolo, tra cui la proclamazione a Dottore della Chiesa del 1567 di San Tommaso d’Aquino, che con una ricca biblioteca di stampo meridionalistico, grazie alla donazione del Conte Alessandro Raimondo d’Aquino di Caramanico. Il Pio Monte della Misericordia, infatti, si candida a poter ricevere anche altri fondi d’archivio, sia da Confraternite che da privati, con lo scopo di ordinarli, microfilmarli e renderli di facile consultazione per tutti gli studiosi.
Nel dicembre del 2008 è stata inaugurata una nuova ala per esporre, con mostre temporanee, il patrimonio d’arte della Provincia di Napoli in gran parte inedito: oltre 350 dipinti custoditi in un deposito attrezzato ad ante scorrevoli e di facile visione.

Infine, nei prossimi mesi, in un altro grande appartamento del palazzo di via Tribunali verrà inaugurata la “Casa delle Arti e dei Mestieri”: la struttura, una delle ultime importanti attività realizzate anche grazie al sostegno di Enel Cuore, ospiterà corsi per artigiani e di avviamento al lavoro col fine di recuperare mestieri napoletani pressoché scomparsi: falegnameria, liuteria, restauro di bambole, arte presepiale ed ancora altri corsi, rivolti ad un pubblico giovane per prevenire l’evasione scolastica ed in favore di un fondamentale recupero sociale.                                                                                                           

Eugenio Donadoni