CRISTOFORO COLOMBO NAPOLETANO?
di Eugenio Donadoni 

 

L'uomo che superò i confini del mondo - copertinaRuggero Marino, brillante giornalista e saggista da vari anni si è dedicato esclusivamente allo studio della vita di Cristoforo Colombo, su cui ha già scritto vari libri.  A giusto titolo potrebbe essere definito “l’uomo di Colombo”, dal momento che con le sue appassionate ricerche ha decisamente valorizzato e rivalutato la figura del grande navigatore italiano sino ad ora conosciuto, in modo molto superficiale e quasi fantasioso, solo come lo scopritore del nuovo mondo. Ma cosa c’è davvero dietro alla favoletta della scoperta delle Americhe? Marino ne ha già parlato nei suoi precedenti libri, “Cristoforo Colombo ed il Papa tradito” e “Cristoforo Colombo l’ultimo dei Tempari”; ora, invece, nel suo ultimo lavoro intitolato “L’uomo che superò i confini del mondo”, oltre a raccontare la vita e le opere del grande navigatore, sempre in modo innovativo, ne riscrive la  storia con  un gran rigore scientifico, smantellando una ad una tutte le varie teorie che hanno tenuto banco per oltre quatto secoli. È un libro sicuramente storico, ma anche molto piacevole da leggere ed avvincente come un bel romanzo. La vera novità che emerge da questo trattato è che Cristoforo Colombo possa essere addirittura napoletano o che, almeno, a Napoli abbia trascorso la prima infanzia. Con una serie di prove e di logiche deduzioni, l’autore sostiene infatti che Colombo sia uno dei figli illegittimi  di Innocenzo VIII, al secolo Giovanni Battista Cybo, figlio di “quel” Aronne Cybo che fu viceré di Napoli con gli Aragonesi.
Una teoria non solo affascinante, ma possibile che spiega in modo molto più convincente di come l’umile figlio di un artigiano genovese possa aver avuto accesso al mondo dei potenti. In un’epoca dove le differenze di classe erano davvero insormontabili, Cristoforo Colombo sposa una nobildonna portoghese, e, poi viene anche ricevuto ed ascoltato dai re di Spagna, Ferdinando il Cattolico ed Isabella di Castiglia. L’allestimento delle tre famose caravelle non fu finanziato solo dai sovrani di Spagna, ma anche dalla stessa chiesa cattolica e da atri potentati economici. A conferma della nuova teoria sulle origini di Colombo non solo una serie di raffronti tra i ritratti del navigatore e quelli di Papa Innocenzo, da cui si nota una impressionante somiglianza, ma anche una prova - per così dire – casalinga. Una simpatica ed arzilla nobildonna napoletana, Flora Cirese, moglie e madre di due generali dei carabinieri, discendente in linea materna dai Cybo, come ha sentito parlare di questa teoria ha inviato una email all’autore in cui afferma con assoluta certezza che di questa storia ne aveva sempre sentito parlare dai suoi parenti come di un vero e proprio segreto di famiglia. Altro aspetto, sino ad ora quasi sconosciuto, è quello della “santità” di Cristoforo Colombo; la sua vita e le sue opere sono state oggetto, nel corso dei secoli, di ben due processi canonici prima regolarmente avviati e poi inspiegabilmente accantonati. Sapere che lo scopritore delle Americhe, secondo queste nuove teorie di Ruggero Marino, possa essere di origini napoletane è sicuramente un altro motivo di orgoglio per noi tutti meridionali.
 

RUGGERO MARINO
“L’UOMO CHE SUPERO’ I CONFINI DEL MONDO”
Vita e Viaggi di Cristoforo Colombo, l’eroe che dovrebbe essere santo.
Sperling & Kupfer editori  prezzo euro 20 
Finito di stampare nel maggio 2010 presso la Mondatori Printing spa stabilimento N.S.M. di Cles